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UN ORGOGLIO TUTTO BARESE: INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEI MARINAI DELLA TRASLAZIONE

Venerdì 17 luglio, il gruppo barese “Marinai della Traslazione”, unito da una grande passione e in nome di una forte devozione verso il culto di San Nicola, ha finalmente coronato il proprio sogno: inaugurare la nuova sede della associazione, costituitasi solo pochi mesi prima, il 12 marzo .La celebrazione è avvenuta in via Zeuli, a Bari vecchia, alle spalle della Basilica di San Nicola. Ad aprire le porte della nuova sede è stato il presidente dell’associazione, Pino Lavopa che, con cordialità e tanta emozione, ha invitato chiunque volesse partecipare ai festeggiamenti, facendo sentire tutti a proprio agio, come parte di una famiglia.

L’inaugurazione, alla quale hanno partecipato numerose persone tra cui i presidenti e coordinatori delle altre associazioni devote a San Nicola, è iniziata con la benedizione della sede da parte del padre domenicano Vladimiro Caroli, per poi successivamente continuare con tanti brindisi, portate di cibo e, infine, concludersi con il taglio della torta, accompagnato da tanti applausi per i marinai.

In sintesi, il tutto si è svolto come un vero e proprio ritorno al passato: una sorta di rievocazione dell’avvenimento storico dei 62 marinai che il 9 maggio del 1087, quando rientrarono a Bari per portare le reliquie del Santo, furono accolti da una folla festante, cosi ci spiega Vito Lisco, presidente dell’associazione “I Figuranti di San Nicola”.

Ma oltre ai festeggiamenti, a confermare l’atmosfera di quell’epoca, sono stati soprattutto degli abiti, appesi a dei manichini in fondo alla stanza, realizzati accuratamente nei dettagli, sia per quanto riguarda i colori che i vari accessori, dalla costumista Tiziana Busili. Essi, infatti, sono solo alcuni degli abiti impiegati dai marinai nel corso dei vari cortei storici.

L’associazione, senza finalità di lucro, finalmente potrà portare avanti il suo principale progetto: la tutela e soprattutto la divulgazione, attraverso manifestazioni e programmi culturali, del culto del Santo su tutto il territorio nazionale, in modo da devolvere in seguito i propri guadagni ai più bisognosi. Non ci resta che augurare buona fortuna a questo gruppo d’intraprendenti marinai, con la speranza che con la nostra informazione si riesca a coinvolgere sempre più persone nella conoscenza di questa iniziativa.

 

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I Marinai della traslazione su TOTEM


San Nicola, tra fiaccole e perplessità sfila il corteo al buio di Sergio Rubini

San Nicola, tra curiosità e critiche sfila il corteo storico firmato Rubini

L'attesa rievocazione storica affidata quest'anno al regista pugliese 'accende' i commenti degli spettatori: la scelta di spegnere l'illuminazione pubblica, per quanto suggestiva, suscita non poche critiche. Incuriosisce la presenza delle comunità straniere



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San Nicola, tra fiaccole e perplessità sfila il corteo al buio di Sergio Rubini

Il suono dei tamburi percossi dai timpanisti chiama a raccolta monaci e marinai, famiglie nobili e popolani. Il corteo che rievoca la traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari nel 1087 si muove dal Castello svevo, dando così ufficialmente inizio ai tre di festeggiamenti in onore del Santo patrono della città.

I circa 360 figuranti sfilano verso il lungomare, attraversano corso Vittorio Emanuele, illuminando il percorso con la luce delle fiaccole. Come nelle intenzioni di Sergio Rubini, direttore artistico della rievocazione di quest'anno, l'illuminazione pubblica si spegne progressivamente al passare del corteo. Una novità che divide i baresi, accorsi come ogni anno numerosissimi per assistere all'evento. Se da una parte l'impatto visivo del corteo che si snoda al buio, rischiarato dalle sole torce accese, è di grande suggestività, dall'altra l'assenza di illuminazione spiazza molti spettatori. "Troppo buio per riuscire a vedere qualcosa", lamentano in tanti, e tanti sono anche quelli che esprimono concreta preoccupazione per la sicurezza. Suscita invece molta attenzione e curiosità la presenza dei rappresentanti delle comunità straniere (tra cui Ucraina, Russia, Bulgaria, Armenia, Eritrea, Etiopia e Romania; assente invece, dopo le polemiche dei giorni scorsi, la comunità islamica), altra novità voluta dal regista per esprimere l'università del culto di San Nicola. Sono loro a chiudere il corteo, sfilando in abiti tradizionali accanto alle icone votive che rappresentano il vescovo di Myra nei rispettivi Paesi di provenienza. Tra gli spettatori, non manca chi lamenta l'assenza degli sbandieratori e dei cavalli (quest'ultima decisa già l'anno scorso, per questioni di sicurezza), mentre l'assenza delle transenne su buona parte del percorso dà un gran da fare a forze dell'ordine e servizio di sicurezza per poter arginare la folla e fare spazio ai figuranti.